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Nell’ultimo anno, insieme al lavoro da remoto, alla didattica a distanza e ai webinar, abbiamo tutti familiarizzato con i cibi da asporto. Alcuni clienti (ancora troppo pochi, ahimè) ci chiedono consigli per minimizzare l’impatto ambientale di questo tipo del delivery e dell’asporto per la loro attività. Infatti, i contenitori usati per le consegne a domicilio, oltre a rispettare ovviamente requisiti di sicurezza stabiliti per legge, possono essere scelti in base a caratteristiche relative al tipo di materiale: come viene prodotto? E’ biodegradabile? E’ compostabile?

Uno studio realizzato dalla National University of Singapore (Nus) e pubblicato sulla rivista Nature human behaviour , per fare un esempio, si è soffermato sull’aumento dell’uso di plastica e imballaggi, strettamente legato al delivery, durante 11 giorni lavorativi, in 3 città diverse (e con un diverso livello di inquinamento) della Cina. “Il pasto medio consegnato ha utilizzato una media di 2,8 articoli di plastica monouso e una stima di 54 grammi di plastica”, riferiscono i ricercatori [1]. Per un pasto medio al ristorante l’impiego calcolato è di una media di 6,6 grammi di plastica.

Il mio suggerimento è sempre quello di preferire materiali biodegradabili, ormai offerti da tutti i fornitori di contenitori per alimenti. Oggi voglio presentarvi un materiale molto interessante sotto il profilo ambientale e anche, iportante, per le sue prestazioni. Il  PLA (Acido Polilattico). Si tratta di una bioplastica* prodotta dall’ azienda NatureWorks Ingeo, derivata dalla trasformazione degli zuccheri presenti in mais, barbabietola, canna da zucchero e altri materiali naturali e rinnovabili e non derivati dal petrolio (a differenza della plastica tradizionale)
Questa bioplastica è biodegradabile e compostabile quindi si degrada rapidamente nel terreno una volta raggiunte le condizioni di temperatura e umidità necessarie.

Esso non solo assomiglia alla plastica tradizionale nelle relative caratteristiche, ma può anche essere processato facilmente sulle apparecchiature standard già predisposte per la plastica “tradizionale”. Resiste ad una temperatura massima di 55°C e per questo motivo è particolarmente consigliato per le bevande fredde. E’ perfettamente trasparente e viene utilizzato per la produzione di bicchieri con caratteristiche estetiche e meccaniche simili al polistirolo, contenitori per la frutta, prodotti monouso per il food packaging come bicchieri monouso per bevande fredde e vaschette da asporto per cibi freddi.

  • * le bioplastiche sono polimeri realizzati utilizzando materie prime rinnovabili quali oli vegetali e amidi e molte di esse sono biodegradabili e compostabili.

  1. Chu, J., Liu, H. & Salvo, A. Air pollution as a determinant of food delivery and related plastic waste. Nat Hum Behav 5, 212–220 (2021). https://doi.org/10.1038/s41562-020-00961-1

Post Author: CONSULENTE HACCP