Chi non se lo è chiesto almento una volta? Cosa significa quella specie di e che compare vicino all’indicazione del peso dei prodotti confezionati che acquistiamo normalmente?
Naturalmente possiamo vevere anche senza saperlo, se non siamo OSA, ma possiamo fare un esperimento divertente: prendiamo dieci persone a caso e chiediamo se sanno cosa significa. Molti faranno spallucce, tanti diranno che indicano che il prodotto contiene conservanti, che significa “peso netto”, ma sono tante le teorie fantasiose che nascono intorno a questo simbolo. Potremmo quindi aprire una conversazione sull’utilità di un’indicazione che nessuno capisce, ma partiamo da una buona notizia (sempre se sei un OSA e ti arrabatti su queste quisquilie): NON E’ UN’INDICAZIONE OBBLIGATORIA.
Per capire a cosa si riferisce, facciamo un piccolo passo indietro: tutti gli imballi o confezioni riportano una serie di pittogrammi e simboli.
Lo scopo è quello di dare informazioni al consumatore ad esempio su:
• Riciclabilità del prodotto
• Periodo di validità
• Peso e Volume
Pensiamo ai simboli relativi al riciclo dei materiali, ad esempio il nastro o triangolo di Mobius, che tutti sappiamo interpretare anche se non sappiamo che si chiama così, o al Punto Verde; questo è il simbolo del riciclaggio che vediamo più spesso sugli imballaggi, composto da due frecce arrotondate che si uniscono per formare un cerchio. Questo simbolo indica che l’azienda produttrice ha versato un contributo finanziario a un’organizzazione qualificata di riciclaggio. Ma non è di etichettatura ambientale che vogliamo parlare qui.
Torniamo al nostor pittogramma “e”. Il riferimento è ad una Direttiva europea, la 76/211/CEE, che contiene disposizioni in materia di prodotti preconfezionati. In particolare, stabilisce in quale misura massima la quantità effettiva (in massa o volume) di un prodotto può divergere dal quantitativo nominale riportato sulla confezione. Dal momento che gli impianti di riempimento possono commettere piccoli errori nel quantitativo introdotto, per alcune confezioni sono concesse variazioni di un certo ordine di grandezza. Il produttore deve allora controllare la quantità di prodotto con sistemi automatici validi per ogni paese europeo. Come ogni norma europea che si rispetti, oltre a specificare nel dettaglio quali sono gli scostamenti possibili, la Direttiva indica anche le dimensioni e le specifiche grafiche del simbolo. Ma questa parte, se permettete, ve la risparmio…ma la potete vedere nell’immagine
Ora, capire perché redigere un’etichetta a norma di legge non è semplice come potrebbe sembrare? Quando dici….”ci vuole la laurea”! Beh, io consiglio sicuramente un consulente!
