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Mi è stata chiesta, recentemente, una consulenza per l’avvio di una (micro) Impresa Alimentare Domestica e vorrei spiegarvi perché è una buona idea.

Un IAD è un’attività classificata come artigianale, in cui viene utilizzata la cucina domestica per la produzione di alimenti che vengono venduti a privati o ad esercizi come ristoranti, panetterie, pasticcerie, etc. Si tratta di un’ottima opportunità, a declinazione soprattutto femminile, che consente di partire con un investimento iniziale contenuto e ben gestibile sfruttando un regime fiscale agevolato come quello forfettario.

Trattandosi di un modo relativamente nuovo di “lavorare da casa” , in Italia gli aspiranti imprenditori del settore si scontrano con la consueta arretratezza del legislatore, che non ha ancora recepito in modo organico questa possibilità: non esiste, ad oggi, una normativa nazionale che regolamenti le IAD e solo alcune regioni come Abruzzo, Puglia e Piemonte hanno adottato delle linee guida, in cui lo Home Food viene definito e regolamentato. 

Ecco perché richiedere il supporto di un consulente può aiutare a gestire i rapporti iniziale con le ASL e gli Sportelli Attività Poduttive dei Comuni: antibagno e doppia cucina sono davvero requisiti indispensabili? La vostra dispensa e la vostra cucina sono adatte per rispettare i requisiti di igiene e sicurezza o sono necessari adeguamenti? In mancanza di linee guida ufficiali, è fondamentale interfacciarsi con le autorità competenti, prima ancora di presentare la SCIA.

Inoltre, mai come in questo caso è importante richiedere al consulente la redazione di un piano di autocontrollo HACCP che prenda in considerazione le peculiarità dell’Impresa Alimentare Domestica e che sia “cucito su misura” per la vostra cucina domestica e la vostra casa. I piani HACCP preconfezionati difficilmente si adatteranno alle sfaccettatture delle comuni abitazioni.

Se desideri ricevere un preventivo, scrivi a info(at)haccpparma.com

Post Author: CONSULENTE HACCP